Sul vizio del fumo ne sai veramente abbastanza?

Fumare è  un consuetudine antichissima, largamente diffusa nel mondo in varie forme. Il Narghilè ne è un esempio,  in origine nato nei paesi arabi del quale oggi ne subisce il fascino tutto l’occidente. Ma in qualsiasi forma esso sia, il fumo, fa  parecchio male alla nostra salute. Lo provano definitivamente gli studi effettuati tra il1971 e il 1975 dai dottori Herbert Silvette e Paul Larson. Si inizia a conoscere il fenomeno della dipendenza da nicotina, fino ad allora ignorato da chi la consumava e negato dalle major del tabacco interessate solo alla propria stabilità economica. Appurato che “nuoce gravemente alla salute” comincia una vera e propria battaglia che non ha fine. Anche il cinema viene sottoposto a forte censura, riducendo di parecchio le immagini di fumatori, cercando di comunicare che “fumare non è un bell’esempio”. Lo scontro tra fumatori e non fumatori insomma è diventata routine quotidiana, specie perché chi fuma spesso non si dimostra rispettoso di chi lo circonda. E “chi ti sta attorno” si preoccupa se fumi perché sa che ci sono serie connessioni tra fumo e parecchie malattie. Ma se sul danno alla salute pensiamo di saperne davvero abbastanza, su altri tipi di “danni” se ne sa molto meno. Ad esempio pochi sanno che, praticamente tutti, i grandi marchi produttori di tabacco testano i loro prodotti sugli animali. Io stessa ho appurato che sebbene qualche anno fa esisteva qualche brand che si manteneva cruelty free oggi, le stesse acquisite da grandi marchi, hanno venduto l’anima alle major in cambio del rispetto della loro politica aziendale e questo include anche i test sugli animali. Ricordo il mio sgomento nel vedere le immagini di alcuni di essi. Se un cane si trova nelle vicinanze di un fumatore (per mia diretta esperienza) respirando il fumo immediatamente starnutisce e in tal modo ne ha inalato ben poco si può dire. In quelle immagini, gli animali, erano costretti a inalarne una quantità che credo gli permettesse a stento di respirare, mentre altri vengono addirittura forzati a respirare il fumo con l’ausilio di tubi invasivi. Insomma vere e proprie torture. Quindi se le crudeltà inutili dei test sugli animali per la cosmesi ci scandalizzano, nemmeno quelle per il tabacco dovrebbero lasciarci indifferenti. Un altro aspetto che quasi tutti i fumatori sembrano dimenticare è tra quelli più da “incivili”. Molti credono che la “cicca” di sigaretta non sia inquinante ma sbagliano di grosso. Un articolo del sito corrieredellasera.it ci informa che inquinano come dei rifiuti industriali in modo talmente preoccupante da far riflettere gli esperti dell’Enea sul fatto che,  iniziare una raccolta differenziata apposita, sarebbe una scelta ideale per iniziare seriamente a risolvere il problema. Ecco le sostanze che con ogni cicca di sigaretta rilasciamo nel globo, fedelmente dal corrieredellasera.it*:

  •  Nicotina: con le cicche se ne disperdono nell’ambiente 324 tonnellate l’anno. Sono noti i suoi effetti come insetticida ed è tossica anche per gli animali acquatici. Ingerire la nicotina contenuta in poche decine di cicche può uccidere un uomo adulto e ingerire una sola cicca può causare in un bambino problemi respiratori fino alla paralisi.
  • Polonio 210: è un elemento radioattivo e cancerogeno. Quello contenuto nelle cicche disperse nell’ambiente ogni anno ha valori di radioattività pari a 1.872 milioni di bequerel (Bq).
  • Composti organici volatili: sono prodotti con la combustione e si calcola che i 50 milligrammi di queste sostanze prodotte fumando una sigaretta restino per metà nel filtro. Perciò le cicche gettate via in un anno disperdono 1.800 tonnellate di composti come benzene, formaldeide, acetone e toluene.  
  • Gas tossici: i principali sono acido cianidrico e ammoniaca e con le cicche se ne riversano complessivamente ogni anno nell’ambiente21,6 tonnellate. L’ammoniaca, spiega Lombardi, viene aggiunta al tabacco allo scopo di far aumentare la disponibilità di nicotina.
  • Catrame e condensato: il primo è un noto cancerogeno e il condensato comprende una grande quantità di composti, come idrocarburi policiclici aromatici, benzopirene e metalli.
  • Acetato di cellulosa: è contenuto nel filtro e le 12.240 tonnellate che ogni anno finiscono nell’ambiente non sono biodegradabili. È una materia plastica che dà origine a composti pericolosi per gli animali acquatici, in particolare possono danneggiare l’apparato riproduttivo dei pesci.

Se tutte queste informazioni non ti bastano per smettere, potresti iniziare a volgere il tuo sguardo verso un cambiamento. Fumare per sempre è da pazzi, quindi iniziamo a cambiare le nostre abitudini, usando qualche accorgimento nell’attesa di essere talmente decisi da smettere. Ad esempio iniziamo a furmare tabacco naturale, fare sigarette handmade è un ottimo deterrente, fumeremo meno. Quando siamo fuori portiamo con noi un piccolo posacenere da borsetta (se ne trovano parecchi in commercio e a basso costo)  oppure in alternativa si può usare uno di quei contenitori per caramelle da tasca  (reperibile in qualsiasi tabacchino o supermercato) per trasportare le vostre cicche fino alla pattumiera più vicina. Iniziamo a diminuire drasticamente la quantità. Se l’idea di smettere per sempre è un concetto troppo definitivo si può sempre prendere in considerazione  ove ce ne sia la possibilità di avere una piccola piantina di tabacco, dalla quale ogni tanto fumare qualche foglia, come facevano (ormai secoli orsono) i nostri avi. Una vita senza agenti chimici e tossicità, una vita più sana nel rispetto di noi stessi e di ciò che ci circonda, quello a cui tutti dovremmo puntare.

*(Fonte agenzia Ansa)

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2 thoughts on “Sul vizio del fumo ne sai veramente abbastanza?

  1. Non si sa quanto sia innoqua e tendenzialmente sono una persona diffidente dai rimedi alternativi, ma come fumatore incallito, nella scelta di quello che potrebbe essere un “male minore”, fumo questa sigaretta elettronica da un anno e mezzo http://www.vaporeblu.it Ho recuperato fiato, non ho più la gola infiammata, la tosse é sparita! Adesso non mi resta che convincere mia madre a cambiare perché l’esperienza é nettamente inferiore alla sigaretta tradizionale, ma é efficace!

    • Beh può essere un buon inizio! Anche se nemmeno io so dirti se faccia male o meno, soprattutto perchè ormai è chiaro che della salute dei consumatori poco importa alle grandi industrie. Penso che il presupposto migliore sia sempre quello di smettere del tutto, anche con le sigarette elettroniche. Con la forza di volontà giusta siamo in grado di fare qualsiasi cosa!

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