Un bisogno disperato di informazione libera, no alla legge bavaglio

La libertà di parola e di stampa sono due condizioni essenziali per uno stato democratico. A pensarlo non sono solo in pochi, infatti sia la costituzione italiana che la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo si esprimono chiaramente a riguardo. Questo perché in assenza di libertà e pluralismo ci si sente vicini a un regime dittatoriale più che a una democrazia. Le dittature infatti hanno tutte un dato comune, il monopolio dei media e dell’informazione. Il diritto di sapere però, purtroppo viene spesso calpestato,  anche in stati dichiaratamente democratici. In Italia la classe politica,  nella quale ormai il popolo ha una sfiducia conclamata, ha provato ad usare il sistema repressivo riproponendo la ormai la tristemente nota legge bavaglio. Uno dei ddl più discussi dalla rete, avrebbe potuto chiudere parecchie bocche, quelle dei giornalisti, dei bloggher e anche quella di una delle fonti più citate e lette del web, Wikipedia. Ma l’enciclopedia libera non si fa imbavagliare, ricorderanno in molti la protesta durante la quale ha oscurato le sue pagine per qualche giorno, dimostrando a tutti cosa accadrebbe con l’approvazione di un disegno di legge talmente restrittivo. Tutti sappiamo quanto il tentativo di manipolare l’informazione in Italia, sia una pratica reiterata nel tempo. E’ parecchio strano che in una situazione di crisi economica mondiale si dedichi del tempo a proposte di legge atte esclusivamente a controllare l’opinione pubblica. La sensazione comune è di malcontento, diffuso il pensiero che la classe politica si dedichi a ben altro che fare da garante di quei diritti di base sanciti dalla nostra costituzione.  Più volte anche i giornali hanno chiesto alla gente di interagire con loro, invitandoli a esprimersi sulla censura. Il sito di repubblica ad esempio, ha chiesto ai suoi lettori di spedire delle foto contro le posizioni censorie del governo e la gente rispose alla richiesta con molto entusiasmo e partecipazione. Oggi però la situazione non è cambiata anzi, lontana più che mai da quella necessità di trasparenza che gioverebbe molto all’Italia la classe politica si esprime in favore di quella legge e vuole procedere con la revisione e l’approvazione, parola del ministro Paola Severino. Ma mentre gli italiani aspettano una posizione risolutiva sulla corruzione, ancora una volta la riforma urgente è quella per tenere la gente lontana da verità che è meglio rimangano segrete. Le verità sulla trattativa tra le alte cariche dello stato e la mafia, le verità sulle stragi, sui casi di malapolizia come il massacro alla Diaz e il caso Aldrovandi, i casi Cucchi e Uva, quelle verità che è impossibile elencare tutte, quelle che risuonano nelle orecchie, che non si ammettono ma tutti conoscono. Cose che potremmo non sapere una volta approvata la legge bavaglio. Ma una vera democrazia permette al popolo di conoscere, dissentire e esprimersi, chi ha paura di questo evidentemente vuole mantenere il potere in mano a pochi, dando loro ancora una volta la possibilità di giocare a muovere i fili ormai spezzati, di una Italia che non ha mai smesso di aspettare il cambiamento. Nessun colpevole ammetterà mai di esserlo, figurarsi se ha in mano il potere di non farlo, ecco perché l’informazione deve restare libera, chi sceglie di nascondere e occultare lo fa in assoluta malafede.

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