Fascismo, un problema ancora attuale.

Molti penseranno che il fascismo sia un argomento che appartiene al passato, raccontato magari in qualche libro di testo didattico, giusto per ricordare e far imparare quanto sia stato oscuro il periodo della dittatura di Benito Mussolini. Purtroppo però non è cosi, non è un argomento che viene usato solo tra i banchi di scuola. Eppure in Italia la costituzione è molto chiara in merito, infatti a tal proposito esiste il reato di apologia del fascismo. Questo per ricordarci che quella dittatura è stata il massimo emblema della repressione in Italia. Nonostante la storia parli chiaro, ci sono alcune persone che ancora oggi non solo giustificano l’operato di Mussolini,  ma che con fierezza e orgoglio si dichiarano fasciste quasi come se fosse un vanto, come se essere fascista sia un modo di manifestare il proprio orgoglio di essere italiano. Ma dietro il nazionalismo si nasconde molto altro. Proprio a tal proposito mi è capitato di leggere una nota scritta da un mio contatto facebook, che chiarisce quell’accozzaglia di luoghi comuni sulla positività della dittatura fascista. Francesco Pino (cosi si chiama l’autore della nota) non fa retorica, non si lascia andare a suoi giudizi, semplicemente si limita a rendere per iscritto una cronologia di tutti quegli eventi, che dimostrano quanto sia falso che l’unico errore di Mussolini sia stata l’alleanza con Hitler. Quest’ultimo dato è chiaro a molti, ma non a tutti. Infatti un dialogo con chi giustifica o addirittura rimpiange la dittatura fascista è praticamente impossibile, specie se si vuol far notare che, l’errore di Mussolini non fu solo uno. <<Solo nel primo semestre del 1921>>, leggiamo nello scritto di Francesco,  <<si registrano in generale 726 distruzioni operate dalle squadre fasciste: 17 giornali e tipografie, 59 case del popolo, 119 camere del lavoro, 107 cooperative, 83 leghe contadine, 8 società mutue, 141 sezioni socialiste, 100 circoli di cultura, 10 biblioteche, 28 sindacati operai, 53 circoli operai ricreativi, una università popolare>>. Inoltre nell’elenco cronologico leggiamo della prima legge razziale italiana contro gli ebrei; <<non possono più dimorare in Italia, in Libia e nei possedimenti dell’Egeo, vengono inoltre revocate le concessioni di cittadinanza italiana rilasciate ad ebrei posteriormente al 1919>>. Ma questi sono solo esempi, perché l’elenco è lungo e dopo averlo letto la reazione più normale sarebbe quella di sentirsi sollevati di non averlo vissuto, di non esserci stati. Però a quanto pare molti non sono convinti della stessa cosa. Nella città dove vivo, come in molte altre d’Italia, spesso appaiono, anche dalla sera alla mattina, delle scritte nere. Quelli sono i giovani fascisti, che scrivono frasi del tipo “Quando c’era Lui era tutto più bello”, frasi discutibili, ove tra l’ altro è palese che chi le ha scritte e rimpiange quel periodo, non sa che all’epoca non esisteva una libertà tale da potersi permettere di scrivere su un muro. Sembra quasi rispondere a una frase del genere Michele Salvemini, in arte Caparezza, quando nel brano “il secondo secondo me” dice <<quando c’era lui non c’eravamo noi che se c’eravamo noi saremmo stati impallinati>> e fa pensare a quanto sia facile non comprendere veramente il paradosso che sta nel preferire la repressione alla libertà. Eppure noi, i nipoti di chi ha fatto la guerra siamo nati liberi, abbiamo la libertà di parola e di stampa, abbiamo la democrazia e il pluralismo, siamo fortunati rispetto ad altri paesi, nei quali ancora è vietato persino camminare con una macchina fotografica in mano. Ma essere nati liberi non piace a tutti, non piace a Ignazio La Russa ex ministro della difesa che ama tanto definirsi fascista e forse la notte sogna segretamente di essere Mussolini. Ma se un politico (classe dalla quale, ormai è scontato, meglio non prendere esempio) sogna il potere, i giovani fascisti cosa sognano? Cosa vogliono? Lo racconta uno slogan nel manifesto di Forza Nuova, che ha scandalizzato l’intero popolo del web e non solo: “l’italia ha bisogno di figli, non di omosessuali”. Un messaggio senza senso e confuso, che dimostra quanto sia possibile ancora oggi portare avanti un’ideologia che dietro al nazionalismo nasconde ben altro, nulla di buono. Non bisogna mai dimenticare  xenofobia, odio e violenza, sono le vere parole chiave del fascismo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...